10 Grandi Case Editrici che non esistono più

L’Italia vanta una ricca tradizione letteraria che ha dato vita a numerose case editrici storiche, le quali hanno plasmato il panorama culturale e letterario del Paese nel corso dei decenni. Queste istituzioni hanno svolto un ruolo cruciale nella promozione e diffusione di opere di valore, contribuendo alla formazione dell’identità letteraria nazionale. Attraverso le pagine della storia editoriale italiana, esploreremo le storie affascinanti di 10 Grandi Case Editrici che non esistono più e hanno lasciato un’impronta indelebile.

 

 

Grandi Case Editrici

 

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Treves_logo

Fratelli treves

Nel 1861 Emilio Treves fonda a Milano la Treves editore, divenuta nel 1870 Fratelli Treves Editori con l’ingresso in ditta del fratello Giuseppe. Per oltre cinquant’anni la casa editrice costituisce punto di riferimento essenziale per l’editoria e la cultura italiana, grazie ad una produzione di ampio spettro che le conferisce primato assoluto ed incontrastato fino alla Prima guerra mondiale.

Tra gli autori pubblicati figuravano tra i molti: Verga, D’Annunzio, De Amicis, Einaudi, Pirandello, Tolstoj, Flaubert, Dickens e Brönte, che contribuiscono a formare la cultura del tempo. Il lavoro editoriale è così forte da rappresentare una tradizione tutt’oggi ancora viva.

In seguito alla morte dei fondatori, negli anni compresi tra il 1909 e il 1916, le redini della Casa Editrice passano a Giovanni Beltrami. Dopo un periodo di fusione con Bestetti e Tuminelli, la Fratelli Treves si ricostituisce nel 1933, per concludere definitivamente l’attività nel 1938-39, anche per effetto delle leggi razziali.

Oggi, a più di settant’anni dalla cessazione, Treves editore® raccoglie il testimone della storica Casa Editrice, con un progetto editoriale basato sulla saggistica di qualità e su testi fondativi della cultura economica, giuridica, scientifica, filosofica ed artistica.

Ogni libro, curato tipograficamente e stampato su carte di pregio, è corredato da apparati bio-bibliografici ed introduttivi per offrire al lettore strumenti affidabili, utili ad una piena comprensione e allo sviluppo degli argomenti trattati.

 

 

fratelli bocca

Fratelli Bocca – libreria

Tra le Grandi Case Editrici  di notevole menzione la storica Libreria Bocca apre a Torino nel 1775 coi fratelli Giovanni Antonio Sebastiano e Secondo Bocca, nativi di Asti. In quell’anno nasceva William Turner, Volta inventava l’elettroforo e in America scoppiava la Guerra di Indipendenza. Quanta acqua da allora è passata sotto i ponti…. La Rivoluzione Francese, la dominazione austriaca, Napoleone, le Guerre di Indipendenza, il Novecento con le due più micidiali guerre della Storia, la Grande Crisi del ’29 e quella ancora più grande iniziata nel 2008 in America col fallimento della Lehman Brothers.

Oggi la Bocca è forse la più antica azienda libraria rimasta in attività. Le funzioni che un tempo erano accentrate, sono ripartite in quattro divisioni autonome, strettamente collegate tra loro: la vendita al dettaglio, ripartita tra libri esteri e libri nazionali, responsabile Monica, info 3398983002, la produzione di libri e giornali: Ekecheiria, Segrete di Bocca e Arte Incontro in Libreria, sotto la direzione di Donatella, info 3384952540 e la promozione di Eventi Culturali, mostre di artisti, Premi con giurie internazionali, presentazioni di libri, conferenze e dibattiti, responsabile Giorgio, info 3382966557, il tutto col collegamento del veterano fondatore Giacomo.

Cinque sono state le sedi della libreria in passato: Parigi, Firenze, Roma, Torino e Milano, l’unica sopravvissuta. Le sorti dell’azienda per lungo tempo hanno seguito quelle dell’Italia, i Bocca stampavano per Casa Savoia. La cultura nazionale ha un grande debito nei confronti della casa editrice che annovera tra i suoi autori Gioberti, Pellico, Previati, Segantini, Nietzsche, Kierkegaard, Freud. Opere come Le mie prigioni del 1832 di Pellico hanno contribuito a sconvolgere antichi equilibri sociali o ad aprire, come nel caso de L’interpretazione dei sogni di Freud, nuovi sentieri all’evolversi del pensiero umano. I dettagli delle vicende di questa storia lunga oltre due secoli sono contenuti nel libro Editoria e Arte a Milano, curato da Donatella Bertoletti e Giacomo Lodetti, edito dalla libreria nel 1999.

Dal 1979 le sorti dell’azienda, passata negli anni dalle mani dei Bocca a quelle dei Dumolard, dei Calabi, dei Mauri, sono nelle mani della famiglia Lodetti. A chi desiderasse approfondire le informazioni relative alla frenetica attività della libreria dai primi anni del nuovo secolo suggeriamo la lettura delle prefazioni dei cataloghi delle mostre Artisti in cielo e in terra n I, II, III e IV, delle Indagini neocostruttiviste I, II, III, IV, e V e dei Premi Movimento Segrete di Bocca n I, II, III, IV, e V. Oggi, grazie alla Giunta Pisapia del Comune di Milano, la storica Libreria Bocca gode del rinnovo della Concessione Comunale a canone sostenibile fino al 2025.

Locale Storico d’Italia con il patrocinio del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali. Cofondatore e Presidente dell’Associazione Culturale delle Librerie Storiche e Antiquarie d’Italia. Medaglia d’Oro della Camera di Commercio di Milano. Bottega Storica del Comune di Milano dal 2005, Locale Storico della Regione Lombardia dal 2006. Libreria eletta dal FAI Fondo per l’Ambiente Italiano luogo del cuore nel 2007.

 

 

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Bemporad

Casa editrice di grandi firme e numeri, la Bemporad fu attiva a Firenze dal 1889 al 1938, diretta da Enrico Bemporad, uomo di cultura ambizioso e moderno, attivo anche sul versante della promozione e della diffusione del libro. Le 5500 edizioni descritte nel catalogo, tra libri di varia e testi scolastici, sono un puntuale specchio delle grandi aspirazioni della casa editrice. Tra i titoli: Le avventure di Pinocchio, Gian Burrasca, le avventure di Salgari, opere di Verga e Pirandello…

La Bemporad esordì, tra l’altro, con le pubblicazioni delle Le avventure di Pinocchio. Storia di un burattino, di Carlo Collodi, Il giornalino di Gian Burrasca di Luigi Bertelli detto Vamba, la scienza in cucina e l’arte di mangiar bene di Pellegrino Artusi, il settimanale per bambini Giornalino della domenica, le varie raccolte delle Novelle per un anno di Luigi Pirandello, opere edite dalla Libreria Editrice Felice Paggi, che il Bemporad ebbe in eredità: queste opere costituirono per molto tempo i pezzi forti della Bemporad. Successivamente, la casa editrice pubblicò libri di avventura di Emilio Salgari.

Tra le pubblicazioni: I corvi (dal 1928), una delle prime collane universali economiche italiane; le opere di I. Svevo; la Storia del Cristianesimo di E. Buonaiuti.

 

 

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Corbaccio  – dall’Oglio

La Corbaccio, la cui origine risale allo spirito imprenditoriale e alla curiosità intellettuale di Enrico Dall’Oglio, è entrata a far parte del Gruppo editoriale Mauri Spagnol nel 2005, dopo essere stata acquistata dalla Longanesi & C. nel 1992. Dal 2012, un marchio editoriale di Garzanti.

Capace di mantenere la continuità con il passato (La montagna incantata di Thomas Mann, il Viaggio al termine della notte di Céline, per citare alcuni dei successi della collana dei “Grandi scrittori”), al contempo Corbaccio è stata abile nell’intuire e nell’aprirsi a nuove tendenze, come fu negli anni Novanta con La Profezia di Celestino di James Redfield.

L’equilibrio tra tradizione e innovazione si esplicita maggiormente nella collana di avventura e montagna degli “Exploits”. Qui trovano posto titoli emblematici di Fosco Maraini, come Segreto Tibet e Ore Giapponesi, assieme ai libri dei più grandi alpinisti classici e contemporanei: da Reinhold Messner ad Alexander Huber; da Kurt Diemberger a Simone Moro; da Hermann Buhl a Tommy Caldwell; oltre al maestro del giornalismo d’avventura Jon Krakauer, con i suoi Aria sottile Nelle terre estreme.

Ma l’ambizione della casa editrice non si esaurisce qui. Corbaccio vuole farsi punto di riferimento anche per la narrativa contemporanea mainstream e in particolare per il thriller psicologico, con i successi di Wulf DornCharlotte Link e Ruth Ware.

Un’area in cui Corbaccio è già un punto di riferimento è quella del benessere. Con la collana “I libri del benessere” – divisa in tre macro-filoni: Benessere corpo e menteMeditazione e spiritualità e Business – la casa editrice risponde alle nuove esigenze dei lettori nell’ambito della psicologia, dell’alimentazione, della meditazione, del benessere psicofisico generale. Ecco, dunque, oltre 200 longseller dei maggiori esperti del proprio ambito, come, tra gli altri, Jon Kabat-ZinnWayne W. DyerPietro Trabucchi Manfred Spitzer.

 

 

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Gherardo Casini Editore

La Gherardo Casini Editore è la storica casa editrice fondata a Roma dal giornalista Gherardo Casini nel 1949. Nella sua storia ha pubblicato numerosi capolavori internazionali e opere di natura enciclopedica. Attualmente pubblica opere storiche in edizioni di pregio

Nel 1952 fu il primo a pubblicare in Italia J.D. Salinger, con Vita da uomo, traduzione del romanzo The Catcher in the Rye, scritto l’anno precedente.Durante la seconda meta’ degli anni cinquanta avvierà la pubblicazione, a carattere enciclopedico in più volumi, de Le civiltà dell’oriente, a cura di Giuseppe Tucci, che chiama a collaborarvi studiosi di fama mondiale ed è ancor oggi un punto di riferimento per gli studiosi delle civiltà dell’Asia. Ottenne grande successo negli anni sessanta con la pubblicazione delle traduzioni di grandi classici di letteratura straniera in edizione tascabile, nella collana come “Gherardo Casini Edizioni Periodiche”. I titoli furono ceduti nel 1985 alla Fratelli Melita Editori di La Spezia, che mantenne in vita la collana dei classici stranieri. Nel 1994 fu ceduta alla Rusconi Libri che mantenne la Gherardo Casini Editore come storico marchio registrato, e che da allora lo ha ripresentato con nuove opere di storia in una elegante veste editoriale.

 

 

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Felice Paggi Editore

Felice Paggi, nato a Siena nel 1822, fu il figlio di Mordekai e Benvenuta Bemporad. Associatosi al fratello Alessandro nella tipografia editrice, contribuì a farla diventare una delle più solide ed affidabili attività editoriali di Firenze. Dal 1842 ebbe rapporti con la Tipografia Elvetica di Capolago, esportando clandestinamente testi patriottici del risorgimento italiano. Nel 1851, con il primo volume della collana “Biblioteca italiana”, iniziò un ambizioso progetto che includeva autori contemporanei e l’edizione delle opere di Giambattista Vico. Nel 1857 lanciò la “Biblioteca scolastica”, una collezione di testi per ogni ordine di scuola, contribuendo alla formazione dell’identità italiana. Nel 1889 cedette la libreria editrice a Roberto Bemporad. Felice Paggi morì a Firenze nel 1895.

Tutto è cominciato a Firenze nel 1841, con la Libreria Editrice Felice Paggi. La figlia di uno dei fratelli Paggi sposa Roberto Bemporad che, alla morte di Paggi, cambia il nome della casa editrice. Con il figlio Enrico, la R. Bemporad & figlio diventa l’editore forse più importante d’Italia: pubblica Collodi e il suo Pinocchio (ancora oggi il libro più italiano più tradotto al mondo), si espande nel settore scolastico, apre una collana di letteratura straniera.

 

 

piero gobetti editore

Piero Gobetti

114 titoli usciti dal 1922 al 1929. Un patrimonio considerevole di autori, che comprende tra gli altri Luigi Einaudi, Wolfgang Goethe, Eugenio Montale (la prima edizione di Ossi di seppia), Giuseppe Prezzolini, Gaetano Salvemini, oltre allo stesso Gobetti.

1923 a Torino, venne fondata la casa editrice Piero Gobetti editore e, nel 1933, iniziò la sua attività la Giulio Einaudi editore che, in qualche modo, ne raccolse il testimone, raggiungendo poi una ben più vasta fama, anche internazionale.

(Torino 1901 – Parigi 1926) è stato editore, giornalista, scrittore, agitatore culturale nella Torino degli anni Dieci e Venti. Giovanissimo, collabora con numerosi giornali e periodici, tra cui «l’Unità», «l’Ordine Nuovo», «il Resto del Carlino». Nel 1922 inaugura una sua propria testata, «La Rivoluzione Liberale», dopo l’esperienza della rivista «Energie Nove». L’anno seguente fonda una casa editrice di spirito antifascista che porta il suo nome e che pubblicherà più di ottanta titoli in due anni. Traduce e pubblica i maestri del pensiero liberale, ma anche esordienti sui quali – lui così giovane – scommette. È il caso di Eugenio Montale, che proprio grazie a Gobetti pubblica raccolta Ossi di seppia. Oppositore del regime, minacciato e perseguitato dagli squadristi e in cattive condizioni di salute, Gobetti è costretto a partire in esilio, per la Francia, nel gennaio 1926. Muore a Parigi soltanto dieci giorni più tardi.

 

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Sonzogno

Sonzogno è una delle più antiche case editrici italiane. Ha un’anima popolare, di qualità, e pubblica libri dal linguaggio curato e accessibile, con un catalogo particolarmente attento all’attualità e che spazia dalla manualistica alla varia, dalla narrativa italiana a quella straniera.

Una storia densa e interessante, quella della famiglia Sonzogno, la cui saga si snoda dai primi dell’Ottocento al secondo dopoguerra, e il cui amore per l’arte tipografica si trasmette di padre in figlio. Fondata nel 1861, Sonzogno fin da subito si è distinta per una produzione di narrativa e saggistica di largo consumo, sensibile alle tendenze e ai gusti prevalenti nella società ma anche attenta alla qualità. L’ascesa è continuata anche nel Novecento, fino a quando nel 1943 un bombardamento ha distrutto tutti gli uffici, gli impianti e gli archivi della casa editrice.

Negli anni settanta Sonzogno è entrata nel gruppo Fratelli Fabbri, per passare poi negli anni ottanta nel gruppo RCS. Dall’inizio del 2010 è entrata a far parte di Marsilio Editori, che ne ha rilevato marchio e catalogo, presentandolo in una veste rinnovata, per offrire prodotti che uniscano qualità e alta leggibilità.

 

 

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De Silva

Francesco De Silva è stata una casa editrice italiana fondata a Torino da Franco Antonicelli nel 1942.

Dopo aver iniziato, sotto il regime fascista, con edizioni di classici del pensiero (Goethe, Madame de Staël, Fromentin), dopo la liberazione pubblicò fino al 1948 opere di autori quali Umberto Cosmo, Delio Tessa, Alessandro Galante Garrone, Giorgio Petrocchi, Arrigo Cajumi, Ferdinando Neri, Luigi Salvatorelli, Gaetano Salvemini. Tra i libri di questo periodo spicca la prima edizione di Se questo è un uomo, il capolavoro di Primo Levi precedentemente rifiutato da Einaudi in seguito al parere sfavorevole di Cesare Pavese e Natalia Ginzburg (che ammise più tardi l’errore)[1]. Nel 1948 Antonicelli cedette la casa editrice a La Nuova Italia che continuò per alcuni anni a pubblicare col marchio De Silva opere di autori quali Leo Valiani, Gabriele Baldini, Mario Bonfantini, Luciana Frassati, Giorgio Pasquali, Walter Binni. Tra le opere di questo periodo spiccano Fare presto (e bene) perché si muore (1954), uno dei primi saggi dell’allora trentenne Danilo Dolci, Apostolato cattolico e condizione operaia: testimonianze e documenti sui preti operai (1955), il primo saggio del filosofo (allora ventisettenne) Claudio Cesa.

 

 

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Formiggini

Angelo Fortunato Formiggini (Modena, 1878-1938) fu un importante editore italiano del secolo scorso. Intellettuale vivace ed eccentrico, “uno dei meno noiosi uomini del suo tempo”, consacrò la vita e le sostanze familiari alla costruzione delle sue “casucce di carta”. Fondatore della prima rivista bibliografica italiana, L’Italia Che Scrive, si impose alla simpatia dei lettori con collane fortunatissime – tra cui i “Classici del Ridere” e i “Profili” – e con avanguardistiche iniziative di diffusione libraria come la “Biblioteca Circolante”. Le origini ebraiche e la gioiosa filantropia fecero di lui un bersaglio del regime fascista. L’esser stato tra i primi ammiratori del Duce non gli risparmiò l’esproprio violento e sistematico di tutte le sue proprietà intellettuali e materiali, dalla Fondazione Leonardo alla stessa casa editrice. Il 29 novembre 1938, pochi mesi dopo la promulgazione delle leggi razziali, Angelo Fortunato Formiggini, “modenese di sette cotte e perciò sette volte italiano”, si uccise nella città natale buttandosi dalla torre Ghirlandina al grido di “Italia!, Italia!, Italia!”.

 

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